ODIO GLI INDIFFERENTI
Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, parassitismo, vigliacchieria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.
Antonio Gramsci
|
Contattaci
e-mail: m5smonsampolo@gmail.com
facebook: M5S Monsampolo del Tronto
|
Suona, suona la tua campana dì la tua verità, sussurrala oppure urla, non importa se ora nessuno ti sente, non importa se non vedi arrivare nessuno, continua a suonare, continua a urlare, prima o poi il tuo grido troverà la sua eco e allora non sarai più solo. La lotta potrà cominciare.
Patricia Vena
Un ringraziamento sincero a Patricia Venaperchè è riuscita a descrivere un progetto così grande come il nostro in poche righe e perchè, come tanti altri, ci crede insieme a noi.
#inmoVimento per Monsampolo del Tronto
RISPOSTA (forzatamente) SCRITTA all’ interpellanza (m5s-ipf) in merito alla questione dell’IMMIGRAZIONE nel Comune di Monsampolo del Tronto
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
(INSIEME PER FARE- MOVIMENTO CINQUE STELLE)
25 OTTOBRE 2014
TEMA: IMMIGRAZIONE
Interrogazione n.1-IMMIGRAZIONE
Interrogazione n.2-BIBLIOTECA COMUNALE
Interrogazione n.3-CHALET "La Pinetina"
|
RISULTATI SONDAGGIO "Le priorità per Monsampolo del Tronto"
-
Partecipazione attiva alla vita pubblica: 22,2%
-
Attrezzature sportive: 16,6%
-
Attività commerciali/produttive/ricettive: 11,1%
-
Attività culturali: 11,1%
-
Copertura internet: 11,1%
-
Parcheggi: 5,5%
-
Spazi di aggregazione: 5,5%
-
Sviluppo del settore turistico: 5,5%
-
Verde pubblico: 5,5%
-
Percorsi ciclo-pedonali: 5,5%
-
Sistema di raccolta dei rifiuti: 2,7%
|
Il nostro percorso
di Iride Luzi
Davide Ripani ha fondato il meet up Monsampolo del Tronto, con coraggio ha iniziato il percorso impervio da solo, raggiunto subito dal suo amico Guido. Abbiamo fatto la prima riunione a casa mia, eravamo Guido Benigni ed io. Non vi dico il mio stupore, nel sentir parlare questo ragazzo di 18 anni, pieno di voglia di fare, di cambiare, di migliorare. Appassionatamente sognavamo una Monsampolo con attivo il Movimento Cinque Stelle, un posto in cui i giovani potessero prospettarsi un futuro e in cui la cittadinanza tutta, prendesse la forza e insieme a noi camminasse per l'attuazione di una rivoluzione culturale. I discorsi si sono fatti sempre più intensi e pieni di contenuti con l'arrivo dopo pochissimi giorni di Giovanni Fazzini e Giuseppe Plebani. Uomini navigati, bravissime persone, franche e genuine. Giovanni, conosce ogni piccolo pertugio del paese e soprattutto ne conserva la memoria storica. Peppe è un uomo terso, limpido pieno di ottimismo, grazie al suo sorriso e i suoi interventi non abbiamo ceduto mai. Abbiamo lottato, insieme, volevamo capire chi altro fosse del movimento in paese, per raggiungerlo, per metterlo a parte del nostro progetto. Sono arrivati personaggi incredibili, pieni di idee, rivoluzionari e insieme a loro abbiamo iniziato a contarci. 908 persone alle ultime politiche, a Monsampolo, avevano votato il Movimento. Dove eravamo? La risposta era semplice, siamo tutti persone, cittadini intenti a lavorare o a cercare un'occupazione, non gente dedita alla politica. Grazie ai social network, abbiamo contattato Capriotti Giuseppe, il quale ci ha presentato Marco Di Pasquale un ragazzo puro, concreto, genuino e nella stessa sera arrivava Massimiliano Iachini molto attento alle parole degli altri e votato completamente allo sport e Massimo Di Buo con la dolcissima e ferma moglie Satulli Francesca. È stato da lì facilissimo avere con noi il vulcano Gianpietro Vagnoni e l'esperta in comunicazione Roberta Lucianetti. Intanto in rete sul meetup faceva centro e ci contattava Giacomo Paoloni, inserito nel movimento da anni con la stessa nostra voglia di cambiare e assicurare la democrazia partecipata. Decreto Delrio, quote rosa da rispettare anche per i comuni al di sotto di 5.000 abitanti. Ci siamo guardati e ci siamo chiesti, le donne super di Monsampolo le abbiamo contattate? È stata una corsa contro il tempo, le donne sono tutte splendide, noi siamo stati davvero fortunati, pur essendo state chiamate sul filo di lana, hanno capito immediatamente ciò che occorreva fare, partecipare attivamente dando piena disponibilità, perché già inserite completamente nella ragion d'essere del movimento e abbiamo trovato Ada Panichi: fredda, essenziale, diretta, Acciarri Morena: sensibile, timida ma determinata e l'ultima ma non ultima la bellissima Cosima (detta Mina) Gioia, positiva, intelligente e molto fresca. Ecco eravamo pronti, non sembrava e non sembra vero, ed ognuno di noi, si riconosceva nell'altro. Stessi obiettivi, stessi sogni, stesse energie. Non serve spiegarsi troppo, tra noi c'è un codice non scritto che prende vita dell'onestà, dalla trasparenza e dalla totale lontananza dalla politica e le sue dinamiche. La mia gioia e il mio timore di esser candidata sindaco è divisa con tutti loro. Per noi le istituzioni sono sacre e vanno rispettate perché è lì nel loro interno che si decide il futuro di questa nostra realtà. Io sono soltanto la portavoce di tutti coloro i quali credono che non sia più tempo di delegare e che sia arrivato il momento di prendere in mano la propria storia. Siamo noi, siamo in tanti e presto saremo di più. Chiunque voglia unirsi a questa esperienza incredibile e nuova è ben accetto. Noi abbiamo bisogno di voi, noi siamo in movimento. Grazie particolare va a Franco, Bianca, Peppe e il professor Vittorio. Ringraziamo tutti i meet up già consolidati nostri vicini e anche quelli lontani per gli aiuti e utilissimi consigli.
REPORT 1: MONUMENTO AGLI ABBATTUTI Domani, venerdì 21 novembre si festeggia la "Giornata dell'albero". Molte scuole parteciperanno all'iniziativa che ha come obiettivo quello di far comprendere ai bambini l'importanza dell'esistenza della flora nel nostro pianeta. Ma spesso, purtroppo, sono gli adulti a non essere ancora coscienti della vitale presenza del verde pubblico e privato nella vita dell'essere umano. Un bambino italiano, ed in particolare, monsampolese cosa può imparare da un nostro parco pubblico? Nulla: proverà che è più divertente e vivibile il divano di casa sua con la onnipresente playstation in mano. Prendiamo, per esempio, il parco urbano più grande del Comune di Monsampolo: l'area verde di Piazza Bachelet. Quest'area è stata realizzata con la costruzione del quartiere da parte dell'impresa edile F.lli Pierantozzi nella seconda metà degli anni '80: quindi il parco è stato realizzato da un privato. Nel corso degli anni il parco del quartiere Pierantozzi ha cominciato a subire gravi danni e lo smantellamento costante delle aree giochi destinate ai bambini. Nel 2008 la Giunta Schiavi decise di "riqualificare il parco": in che modo? Riducendolo. La scusa della recinzione del parco permise la realizzazione di parcheggi lungo quasi tutto il confine dello stesso riducendo del 30% il numero di alberi dell'area verde (la maggior parte erano dei pini). Il parcheggio, comunque necessario per gli abitanti del quartiere, poteva essere realizzato in altre aree (vedi quella della nuova stazione, o quella prevista dal P.R.G. ad est del quartiere) mantenendo inalterata la superficie del parco che via via nel corso del tempo si è andata sempre più riducendo aumentandone, tuttavia, il degrado. Negli ultimi anni si è aperta una nuova ferita: il dannato punteruolo rosso. Oltre ai pini ora sono le palme a pagare: l'amministrazione attuale è dovuta intervenire tempestivamente per l'abbattimento di queste piante e, come pronunciano le determine, con "un trattamento preventivo per gli esemplari limitrofi" (non specificando neanche quale tipologia è stata prevista dalla ditta incaricata). Il parco, come tanti altri presenti nel Comune (Via Pascoli, via Manara ecc..) sono diventati spogli: privi di alberi e di aree gioco per bambini rinnovate. Nel tempo gli abitanti hanno visto solo abbattere le piante, aumentare l'incuria ed eliminare le aree destinate ad accogliere i bambini; conseguenza di tutto questo è il continuo spopolamento dei parchi giochi. Si è riusciti a rendere un'area verde non più all'altezza di bambino. Nel 2014 tutta l'area in prossimità di P.zza Bachelet (Sala Convegni, Bar, Bocciodromo e area verde) è stata data in gestione al privato Polisportiva Spazio Stelle che ha già apportato delle piccole e graziose modifiche con le proprie risorse; ma ciò non basta: occorre un piano di recupero che può attivarsi solo se l'Amministrazione è presente e mette a disposizione dei fondi. La manutenzione ordinaria pecca, figuriamoci quella straordinaria. Una settimana fa, (altra riduzione) la Giunta ha deciso -in accordo con la Polisportiva- di chiudere al pubblico l'area nord del Parco realizzando un ulteriore recinzione- costata 976 euro- "per evitare intrusioni difficilmente controllabili" (determina 118 del 3 novembre 2014). Il degrado di un parco non si elimina riducendo l'area complessiva dove questo potrà attecchire o, per lo meno, sembra alquanto riduttivo chiudere un'altra area per evitarlo. Vorrei fare qualche proposta semplice -senza la presunzione di poter definitivamente risolvere le problematiche ingenti della gestione del verde pubblico che con la carenza di fondi è diventata sempre più difficile- che si basino sulla partecipazione della cittadinanza. 1)Partecipare con le scuole del territorio comunale all'organizzazione della "FESTA DELL'ALBERO" con la ripiantumazione dei parchi urbani e attività attraverso le quali sia possibile riscoprire il valore della terra; 2)MENSE: molte scuole materne ed elementari si sono attivate per la coltivazione di piccoli orticelli bio all'interno dei cortili scolastici. In questo modo si potrà: -stabilire la filiera del km 0 di alcuni generi alimentari; -riscoprire il valore del sacrificio e della terra; -favorire un'alimentazione sana ed equilibrata con l'aumento considerevole della presenza di frutta ed ortaggi nel menù delle mense; -tracciabilità del prodotto fornito agli studenti. 3)Restituzione delle AREE GIOCHI per bambini con materiali ecologici e provenienti dal riciclo; 4)Ogni parco dovrà contenere un'area unicamente attrezzata per ANIMALI DOMESTICI; 5)Il degrado del verde pubblico non si abbatte creando dei muri (i quali, quest'ultimi, non fanno altro che allontanare maggiormente il verde dal cittadino) ma aprendo il parco ad attività ludiche organizzate dalle associazioni del territorio, appetibile e controllato (servizio di videosorveglianza, illuminazione decorosa, maggiore presenza delle forze dell'ordine). 6)Considerazione dell'albero come elemento di arredo urbano non superlfluo ma essenziale per la produzione di ossigeno e per il refrigerio estivo: perchè non piantarne almeno uno per ogni nato nel comune di Monsampolo? Insomma, per rendere il verde pubblico cuore pulsante della città deve sdradicarsi dal concetto di periferia degradante per diventare a tutti gli effetti una zona centrale a misura di bambino e vissuta appieno da ogni cittadino. Purtroppo in Italia il pubblico viene inteso come estraneo: una cosa che non appartiene a nessuno e il cui destino può anche non interessare. Ma se noi riusciamo a dargli un valore ben definito al pubblico (che può essere un parco, una scuola, un marciapiede) allora i cittadini potranno considerarlo come la propria dimora: ne saranno saranno gelosi e lo custodiranno con parsimonia. Se ci pensiamo bene, il quartiere è una grande casa e una grande casa piana di coinquilini è vivibile solo se tutti collaborano ed hanno un ruolo nella sua gestione. Oggi, invece, usciamo di casa, li guardiamo da lontano e ci appaiono come dei deserti: luoghi senza alcuna identità, cimiteri senza cipressi, non luoghi frequentati da non persone; distese di monumenti ai caduti alla motosega abbattuti senza alcun onore, nessuna tomba o squillo di tromba nè bandiere italiane, ma solo silenzio e tanta rassegnazione.

|
REPORT 0: Un colpo, poi un altro e poi un altro ancora
A Monsampolo c'è una pista ciclabile ed è quella del lungo Tronto: l'unico tratto presente in tutto il territorio comunale. Mentre i paesi confinanti di Monteprandone e Spinetoli sono a chilometri e chilometri di pista realizzati noi ci ritroviamo ancora con 1,5 km all'incirca di pista ciclabile non collegati minimamente con il centro abitato. I rischi che incorre un Monsampolese nel raggiungere la pista ciclabile, dunque, sono veramente alti (traffico cittadino, rete di piste ciclo-pedonali inesistenti, illuminazione e segnaletica assente ecc...). Ma una volta che il malcapitato cittadino raggiunge la pista ciclabile, credendo di esser riuscito nell'impresa e di poter stare tranquillo, sente un primo sparo. Un secondo colpo. Fumo. Di nuovo un altro. Poi ancora ed infine una lunga serie di cartelli con la seguente scritta: "APPOSTAMENTO FISSO DI CACCIA". Come è possibile che lungo una pista ciclo-pedonale frequentata quotidianamente e così vicina ai centri abitati si permetta di praticare la caccia? Dato per ovvio il fatto che si stiano favorendo degli hobby, pratiche -o come vogliamo chiamarli- totalmente inutili, invasivi e pericolosi, allo stesso tempo si sta privando la cittadinanza dell'unica porzione di territorio aperta al pubblico di rilevante interesse ambientale. Cosa ancor più grave, però, è che si sta venendo meno alla tutela dell'incolumità pubblica.
-
CARI AMICI VI SCRIVO
di Guido Benigni Cari coetanei, stasera ho sentito il bisogno urgente di scrivere queste poche righe per mettere il mio pensiero nero su bianco. Negli ultimi tempi ho provato questo impulso molto più frequentemente rispetto agli anni passati. Usualmente si parte dal diario segreto dell’infanzia, poi, con l’avanzare dell’età, ci poniamo domande alle quali non sempre troviamo risposte. Oggi c’è Facebook, dove ci possiamo sfogare come vogliamo e inveire al nulla, ma io, invece, voglio rivolgermi a voi giovani con un mezzo a dir poco vecchio: una lettera. Fatto questo preambolo, se me lo concedete, riavvolgerei il nastro per ricominciare. Cari amici, vi scrivo alla vigilia dell’ultima riunione della Consulta Provinciale, alla quale avrei voluto partecipare, ma impossibilitato per motivi di studio. Ho fatto un veloce resoconto dell’esperienza breve in Consulta. Si è partiti con il piede sbagliato, lo ammetto. Sono volati insulti e si è passati alle mani per le solite, false ideologie, quando nel terzo millennio dovrebbe esserci la storia ad insegnare. Ancora mi chiedo, vi giuro, come quell’episodio non abbia avuto riscontro alcuno, e sia stato nascosto in tutta fretta sotto il tappeto. Risonanza a livello mediatico c’è stata, è vero. E ci è anche bastata, l’abbiamo cercata. Ma a livello umano? Nessuno (smentitemi, vi prego) e dico nessuno si è fermato un attimo per riflettere sulle molteplici fratture che ha creato l’aridità nella nostra mente. Il temine “ideologia” per me, significa “mancanza di idee”. Non mi stupirò del fatto che molti adulti comunisti, fascisti, nazisti, di sinistra, destra, liberali, cattolici, conservatori ecc, saranno pronti a contraddirmi, quanto dei ragazzi che lo faranno abbracciando gli stessi errori dei loro padri. La storia si ripete quando non si vuole andare avanti. È un meccanismo che si inceppa e continua a girare nel fango. Serve qualcuno che dia una spinta, ma nessuno ha idea di come si possa fare. Ma a chi mancano le idee? A chi non è mai riuscito ad andare oltre per deficienza di fantasia. Proviamo a fantasticare. È difficile, lo so! Oggi è tutto pronto. Abbiamo un progetto: pensiamo che valga la pena mettersi in gioco per questo ma c’è sempre qualcuno pronto a ricordarti che: «Non ci sono soldi!» Se ci pensiamo, è da trattamento sanitario obbligatorio far dipendere la vita di sette miliardi di persone da dei semplici pezzi di carta quali sono i soldi. Siamo o no i più masochisti tra gli esseri viventi del Pianeta? Ci tagliano le ali e ci spiegano, sapendo di mentire, che comunque potremo volare. Nel frattempo, man a mano che il tempo passa, ci corrode l’incoscienza: prende contatto dai piedi, sale fino alle gambe, restiamo attaccati. Sentiamo contorcersi le budella e la mente è già annebbiata. Ci hanno già privato dei nostri sensi e non riusciamo ad accorgerci di quanto stiamo marcendo dentro. Davanti abbiamo un televisore. Ci basta quello: la realtà monotona in quella piccola scatola. Il pallone sotto il piede e diamo un calcio alla nostra coscienza, che ogni tanto vuole uscire. Il mondo grida disperatamente, cerca il nostro aiuto e noi rispondiamo con un SMS al 4207492726199 o da rete fissa al 08595542. I pensieri urlano: non fa niente. Ci penseranno le cuffiette dell’iPod a spararci nelle orecchie la solita canzone, ascoltata mille e mille volte. I libri sono dei pesi da mettere nello zaino o sotto la gamba estremamente corta del banco di scuola: cosi ce li hanno fatti intendere e così li abbiamo prontamente recepiti. Ma potevamo anche non farlo. Il problema è che in questo Paese la pigrizia nell’assorbire tutte le menzogne ha portato a trasformare la bugia in verità e i vecchi valori in delitti per la nuova umanità. Un ragazzo della nostra età prova vergogna nel parlare di cultura. Prova vergogna persino nell’aprirsi e parlare delle proprie paure. Non ha più interlocutori, se non che alcuni automi che hanno preso la propria vita come un semplice gesto meccanico. Neanche più il cibo che assumiamo ci dà nutrimento. Le cose ci entrano dentro e lasciano solo frustrazione. Nient’altro. Ci dicono che potremo diventare calciatori, cantanti, ballerini. Ci illudono dicendoci che i nostri talenti vanno messi in mostra. Dobbiamo intraprendere una costante gara per avere successo, perché il pubblico ci sta cercando. Desideriamo, ma non troviamo l’oggetto del desiderio e tutto ciò ci ha distolto dai veri problemi, da noi. La competitività e non la coesione, la crescita economica, più che la crescita interiore, l’intrattenimento meglio della riflessione. Ho preso atto che quest’organo, la nostra Consulta, è lo specchio della situazione generale d’Italia e in particolar modo della componente giovanile. Voi direte che è una cosa ovvia. È vero, ma quanto è scontato il fatto che un rappresentante è lo specchio del popolo anche negli aspetti negativi? L’esempio e l’essere punto di riferimento, il caricarsi di responsabilità possono diventare motore di sviluppo per un popolo giovane: il marcio può essere disintegrato solo dal centro e la rivoluzione culturale deve essere intrapresa dal basso. Ma l’esempio, ribadisco, deve provenire dai piani alti, e dagli organi di rappresentanza. Ritornando a noi, cari colleghi e rappresentanti, l’esperienza in Consulta è stata sì formativa, ma nel senso che ha messo a nudo, davanti ai miei occhi, la dura realtà che mi circonda: ossia i giovani inariditi a livello umano e ancor più vecchi degli adulti. Non tutti sono cosi, è vero, ma purtroppo la maggioranza troppo spesso riesce a sopraffare la minoranza pensante. Dovevamo dimostrare a noi stessi, e a tutti quelli che aspettano che si muova l’altro prima di alzare un dito, che l’Italia può rialzarsi solo se sono i giovani a far la parte delle gambe e non della poltrona. Purtroppo, però, nella nostra Consulta ha vinto non la politica intesa come discussione, ma il nulla. È una sconfitta di quella che dovrebbe essere la parte attiva di un Paese: i giovani. E se i giovani sono morti prima di nascere, il Paese è già nella tomba da un pezzo, eppure si tenta sempre di rianimare il cadavere. Non è un’accusa a nessuno e non fate delle dietrologie su quello che ho pensato e scritto, ve ne prego. È solo una presa di coscienza dello stato delle cose alla quale voglio rendervi partecipi. Sono sicuro di una cosa e ve la confido. Nei diciotto anni di vita appena trascorsa mi son reso conto che gli adulti spesso mancano di responsabilità. Lo continuano a fare e ci stanno marcendo. Le passate generazioni hanno avuto problemi con la natura stessa dell’uomo: ossia quella di preservare i propri figli. Si è riusciti nel rendere le generazioni attuali e quelle di domani il riflesso opaco e orribile dei nostri antenati. I giovani sono più vecchi degli adulti per colpa degli adulti. Il brutto è averlo capito ed averne le prove dopo tali esperienze. Volevo dirvelo con il cuore in mano. Alcuni leggeranno questa lettera e la cestineranno, altri hanno sbuffato già alla prima riga e li comprendo. Altri ancora non capiranno il messaggio. Però, un ultimo consiglio, di cui spero farete tesoro, vorrei darvelo. Siate sempre protagonisti della vostra vita e lasciate sempre un’impronta positiva di voi stessi. Fate sapere ai posteri che ci siete stati non attraverso un tag o i lucchetti di Ponte Milvio; non con la vostra faccia sui giornali o in tv. Sono le piccole rivoluzioni della quotidianità che danno un senso alla nostra esistenza e anche se sembrano insignificanti e superflue, ci sarà sempre qualcuno disposto ad accettarle, poiché portatrici di un unico messaggio: voi ci siete perché anche io sono stato. Buona riunione e che la Consulta ridoni la luce ad una scuola rimasta nell’ombra, in un’assordante solitudine. GUIDO BENIGNI Ex Rappresentante della Consulta Scolastica Provinciale di Ascoli Piceno
-
MEETUP Dal 22 ottobre 2014 gli incontri si terranno ogni due mercoledì presso il Bar "La Meteora" di Stella di Monsampolo dalle 21,15.
-
INCONTRI SETTIMANALI
Gli incontri settimanali del Movimento Cinque Stelle si terranno ogni giovedì, a partire dal 24 luglio 2014 e si terranno nel Bar "La Meteora" dalle 21,30.
I verbali delle riunioni, stilati da un apposito segretario, saranno pubblicati nel sito.
-
IL CARISSIMO GABINETTO della DIFESA (di Gianluca di Feo)
Il gabinetto del ministero della Difesa è sempre molto affollato: ben 300 persone, che solo di stipendi incassano 22 milioni l'anno, più altri 2 milioni per le spese di funzionamento. Una media pro capite di 68 mila euro l'anno, quasi il doppio di quella delle paghe dell'Esercito. E' una delle curiosità che emerge dalle relazioni allegate alla spending review: tabelle che permettono per la prima volta di fare i conti in tasca ai piani alti della Difesa. E rendersi conto di quanto pesi oggi la burocrazia romana anche nei bilanci militari. La struttura più costosa è quella del Segretario generale della Difesa, che ha uno staff di 466 persone con 36 milioni l'anno per le paghe mentre la tabella elenca altri 65 milioni di costi di gestione. La struttura centrale dell'esercito invece mobilita 1507 militari, con 102 milioni di retribuzione e quasi 5 per il funzionamento. Quello della Marina ne conta 1710 con un costo di 110 milioni complessivi e infine l'Aeronautica con 1375 persone per 106 milioni. In totale si tratta di 440 milioni spesi ogni anno per i palazzi chiave della Difesa. [...]Oggi nel bilancio della Difesa la spesa per il personale è superiore al doppio delle altre voci messe assieme: nel 2015 supererà i 10 miliardi.
I PROGRAMMI MILITARI PIU' COSTOSI:
Forza Nec: 22000 milioni di euro Caccia F35: 13180 milioni di euro Caccia Eurofighter Prime 2 serie: 12318 milioni di euro Fregate Fremm: 5680 milioni di euro Portaerei Cavour: 1319 milioni di euro
-
PARLAMENTARI DI LUNGO CORSO (da L'ESPRESSO, 9/5/13)
Chi sono i DEPUTATI che vantano la militanza più lunga nella aule di Montecitorio?
1.BOSSI UMBERTO(Lega)- 22 anni 2.VITO ELIO(FI)- 21 anni 3.LA RUSSA IGNAZIO(FdI)-21 anni 4.CICCHITTO FABRIZIO(Ncd)-20 anni 5.CRIMI ROCCO(FI)-19 anni
Chi sono i SENATORI che vantano la militanza più lunga nelle aule di Palazzo Madama?
1.COLUCCI FRANCESCO(FI)-33 anni 2.CASINI PIERFERDINANDO(Sc)-29 anni 3.MATTEOLI ALTERO(FI)-29 anni 4.FINOCCHIARO ANNA(PD)-25 anni 5.SACCONI MAURIZIO(FI)-21 anni
Oggetto: partecipazione al confronto tra i candidati sindaci alle elezioni Amministrative del Comune di Monsampolo del Tronto del 25 maggio 2014.
Buonasera, sono Iride Luzi, candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle -Monsampolo del Tronto.
Scrivo e invio questa mia lettera per spiegare ai cittadini la mia assenza.
Il MoVimento 5 Stelle normalmente non partecipa, per principio, a dibattiti e confronti politici o trasmissioni televisive per totale adesione al “NON STATUTO” del movimento, quale linea guida di valenza nazionale, benché siano ammesse eccezioni valutate di volta in volta dagli attivisti del movimento.
Mi hanno riferito, in paese, che si cercava un confronto tra i tre candidati sindaci per Monsampolo in nome della Proloco, e che, questo incontro, si sarebbe tenuto stasera presso il teatro comunale. Una signora ha poi ribadito, in teatro, la programmazione di questo confronto, affermando di non avere avuto ancora il consenso sulla presenza da parte del MoVimento 5 Stelle questo accadeva il 12 maggio scorso, al termine della serata di presentazione della lista civica “Insieme per fare” col candidato sindaco Luca Corradetti.
Ebbene, mi son sentita chiamata in causa, senza esser stata invitata, né formalmente, come dovrebbe essere, né ufficiosamente. Ufficiosamente, forse per qualcuno è da considerarsi, quel farfuglio in Piazza Marconi di sabato pomeriggio scorso. In quella data, sono stata avvicinata da una persona che, non si è presentata, non mi ha teso la mano, non ha chiesto il mio nome, e ha parlato di un incontro ipotetico tra i tre candidati a Gianpietro Vagnoni che era con me, senza specificare a me né di cosa si trattasse né cosa egli rappresentasse. Ha, poi, la persona in questione, girato le spalle e chiuso la comunicazione.
Ora chiedo, come potessi, io rispondere a una richiesta ipotetica senza data e nome, fatta da uno sconosciuto che neanche si presenta. Se quello voleva essere un invito, e io spero non lo fosse, ripeto, non credo sia quella la giusta modalità in termini di rispetto, verso una lista che rappresenta un movimento che alle ultime politiche ha ricevuto qui a Monsampolo del Tronto 908 voti e che vota un italiano su tre.
Riteniamo altresì importante, comunicare e confrontarci con tutta la cittadinanza, nostro importantissimo interlocutore. Quindi, le associazioni del territorio e i cittadini tutti, sono invitati ufficialmente ed ufficiosamente, alle nostre assemblee pubbliche e aperte come aperto e trasparente sarà il comune che rappresenteremo una volta vinte le elezioni.
Il nostro confronto non può basarsi su risposte del passato per le quali non abbiamo nessuna colpa tranne quella di non aver partecipato politicamente in prima persona, ma non può esserci neanche per il futuro visto che per la prima volta promettiamo una democrazia partecipata che altri non hanno saputo realizzare. Se un confronto, davvero c'è stasera, mi scuso per l'intromissione, ma era dovuta per raccontare la nostra posizione e la realtà dei fatti. Vi auguro buon proseguimento di serata.
Iride Luzi Portavoce Monsampolo del Tronto
|
|
|
|
|